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19 Giu 2011
Vorrei dissociarmi in una nuvola di polvere
Ricordo che qualcuno sul mio banco di liceo scrisse: “Vorrei dissociarmi in una
nuvola di polvere per appannare gli sguardi del mondo”. Sorrido. Un' occasione
mancata, una distrazione, ironia. Fluisce il sangue caldo, soffia lento il
respiro, il cuore implode. Esco. Fuori tutto scorre, tutto ha un inizio e una
fine; automobilisti al semaforo, uomini in giacca e cravatta al telefono, bimbi
che piangono, cani che annusano aiuole, vecchi stanchi che si trascinano al
supermercato, fidanzati per mano. Ogni cosa è al”suo posto”. La vita va “come
deve andare”. Per tutto c'è un convenzionale prossimo futuro. Sembra tutto così
prevedibile! Praticamente un mondo rassegnato. Dietro ogni azione una “giusta”
causa. Per ogni reazione un “ovvio” motivo. Sembra esserci una mano dall'alto
che manovra passi e parole. Della ribellione solo un'eco lontana, un concetto
mistificato e irraggiungibile, usato con troppa facilità per nascondere la
vigliaccheria, come a rivendicare qualcosa di essenziale e indefinito. Cammino
per le vie, mi confondo. Non c'è nessuno che non ignori i miei pensieri. Da un
lato mi piace, dall'altro no. Centinaia di gambe e braccia mi vengono incontro e
poi scompaiono. Ho come la sensazione di vivere un racconto di Michael
Ende...non riesco a frenare i pensieri...perchè non mi sento come loro? Perchè
proprio io? C'è un motivo? E se non ci fosse? Penso... guardo la mia città, la
sorvolo dal basso...questo mondo ha perso il coraggio
o forse non lo ha mai
avuto, hanno soffocato l'istinto di ognuno! Migliaia di vite...migliaia di
pedine. Tutti sotto l'effetto di un'llusione...credono di avere delle idee
proprie, delle proprie convinzioni, quando invece è tutto prestabilito,
preconfenzionato, tutto tranquillo...tutto marcio sotto alla coltre di una
perfida sicurezza di una tossica società. A volte penso sia già deciso persino
quando e per cosa provare dolore o gioia. Qualcuno criticandomi, mi ha detto che
sognare fa male perchè allontana dalla realtà. Ma la realtà di chi? Quale
realtà? Sento che devo fare qualcosa...Loro hanno paura perchè non sono liberi.
Certo non si può comprare la libertà. La libertà non è comoda. Meglio un
televisore Full HD... Intanto alla sera le stelle pulite lassù continuano ad
accendersi invitandoci a sognare...perchè il sogno non è passività né un
desiderio idealizzato, ma lo specchio della nostra vera natura. - Zoe
© Diritti riservati
nuvola di polvere per appannare gli sguardi del mondo”. Sorrido. Un' occasione
mancata, una distrazione, ironia. Fluisce il sangue caldo, soffia lento il
respiro, il cuore implode. Esco. Fuori tutto scorre, tutto ha un inizio e una
fine; automobilisti al semaforo, uomini in giacca e cravatta al telefono, bimbi
che piangono, cani che annusano aiuole, vecchi stanchi che si trascinano al
supermercato, fidanzati per mano. Ogni cosa è al”suo posto”. La vita va “come
deve andare”. Per tutto c'è un convenzionale prossimo futuro. Sembra tutto così
prevedibile! Praticamente un mondo rassegnato. Dietro ogni azione una “giusta”
causa. Per ogni reazione un “ovvio” motivo. Sembra esserci una mano dall'alto
che manovra passi e parole. Della ribellione solo un'eco lontana, un concetto
mistificato e irraggiungibile, usato con troppa facilità per nascondere la
vigliaccheria, come a rivendicare qualcosa di essenziale e indefinito. Cammino
per le vie, mi confondo. Non c'è nessuno che non ignori i miei pensieri. Da un
lato mi piace, dall'altro no. Centinaia di gambe e braccia mi vengono incontro e
poi scompaiono. Ho come la sensazione di vivere un racconto di Michael
Ende...non riesco a frenare i pensieri...perchè non mi sento come loro? Perchè
proprio io? C'è un motivo? E se non ci fosse? Penso... guardo la mia città, la
sorvolo dal basso...questo mondo ha perso il coraggio
avuto, hanno soffocato l'istinto di ognuno! Migliaia di vite...migliaia di
pedine. Tutti sotto l'effetto di un'llusione...credono di avere delle idee
proprie, delle proprie convinzioni, quando invece è tutto prestabilito,
preconfenzionato, tutto tranquillo...tutto marcio sotto alla coltre di una
perfida sicurezza di una tossica società. A volte penso sia già deciso persino
quando e per cosa provare dolore o gioia. Qualcuno criticandomi, mi ha detto che
sognare fa male perchè allontana dalla realtà. Ma la realtà di chi? Quale
realtà? Sento che devo fare qualcosa...Loro hanno paura perchè non sono liberi.
Certo non si può comprare la libertà. La libertà non è comoda. Meglio un
televisore Full HD... Intanto alla sera le stelle pulite lassù continuano ad
accendersi invitandoci a sognare...perchè il sogno non è passività né un
desiderio idealizzato, ma lo specchio della nostra vera natura. - Zoe
© Diritti riservati
"Penso che la felicità non provenga da lontano.
Penso che la felicità sia un modo d'essere, un credo,
una fede, uno stile di vita."
Penso che la felicità sia un modo d'essere, un credo,
una fede, uno stile di vita."
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